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Mbongui: cuore dell’accoglienza, dove nessuno è straniero

Il Mbongui è molto più di un luogo fisico: rappresenta un’istituzione fondamentale della società tradizionale congolese. È lo spazio in cui i giovani imparano dai più anziani, dove si trasmettono valori, si insegnano comportamenti sociali e si impara a gestire la famiglia. Nel villaggio, il Mbongui era anche un punto di riferimento per lo straniero: chiunque poteva fermarsi, chiedere informazioni, riposare o bere. Non esisteva, nella lingua locale, il concetto di “straniero” come lo intendiamo oggi: c’era piuttosto l’idea dell’ospite accolto.

Il Mbongui, dunque, era un luogo di formazione, di crescita e di legami sociali, impregnato di uno spirito di prevenzione e mediazione. Ne esistono due dimensioni: uno come spazio comunitario e l’altro, più simbolico, incarnato dalla figura del capo famiglia, colui che nutre la famiglia, accoglie e risolve i conflitti del vicinato.

Quando Berthin è arrivato in Italia, il ricordo del Mbongui gli è mancato profondamente:

“Nei primi anni guardandomi attorno vedevo il deserto. Non avevo nessuno a cui chiedere, nessun punto di riferimento. Mi sono reso conto di quanta fatica ho fatto. E allora mi sono detto: per chi arriverà dopo di me voglio creare una rete, uno spazio che riduca quella fatica. Qualcosa che assomigli al Mbongui.”


Un valore da ricostruire

Oggi, nelle comunità congolesi, la dimensione del Mbongui rischia di andare perduta. Quel luogo fisico in cui si trasmettevano valori e si dialogava non esiste più come un tempo. Per Berthin, ricrearlo significa essere accanto a chi intraprende un percorso di integrazione e aiutare i nuovi arrivati a riscoprirne il senso, tramandato dai nonni e dai genitori.

Il Mbongui moderno, secondo lui, può diventare uno spazio di prossimità. Nella sua associazione Mosaico azioni per i rifugiati, ad esempio, ci sono giovani nati in Italia che, pur essendo più giovani di lui anagraficamente, conoscono meglio il territorio. “In un certo senso – racconta – sono loro più anziani di me, perché io imparo da loro. Sono persone di riferimento a cui posso chiedere aiuto. Ed è questo che voglio ricreare: un Mbongui anche qui, in Italia.”


Un ponte tra culture

Il Mbongui non è un concetto astratto: ha bisogno di un contesto fisico. Nella cultura congolese si dice che “la paura nasce dalla mancanza di conoscenza reciproca”. Il Mbongui è allora il luogo in cui diverse culture, valori, religioni e usanze possono incontrarsi. Ognuno porta qualcosa di sé, contribuendo alla creazione e alla riparazione dei legami sociali.

Chi arriva da poco o chi è nato in Italia può trovare nel Mbongui qualcuno in grado di accompagnarlo verso i servizi, le istituzioni o il territorio. È un luogo di orientamento, di incontro e di mutuo sostegno.


L’ascolto come chiave

Uno degli insegnamenti più profondi del Mbongui riguarda l’arte dell’ascolto. Nel dialetto congolese si dice: “Tâ na wâ, wâ wani tâ” tradotto in italiano “Parla, ascolta, e ascolta davvero quello che ti viene detto”. L’ascolto attivo permette di comprendere non solo le parole pronunciate, ma anche il senso più profondo che le accompagna. Il Mbongui, in questo senso, crea le condizioni perché ognuno si senta accolto e valorizzato.


Custode e ambasciatore

Berthin sente su di sé la responsabilità di essere un “ambasciatore” del Mbongui. Ricorda ancora le parole di un caro amico che incontrò in Italia:

“Ovunque vai, devi sentirti ambasciatore dei valori che portiamo con noi.”

Da allora, Berthin ha fatto sua questa missione: custodire e raccontare il Mbongui come contributo vivo e attuale.


Saggezza dei proverbi

Dentro al Mbongui, i proverbi hanno sempre avuto un ruolo centrale. Non erano semplici frasi di saggezza, ma veri e propri strumenti educativi: servivano a insegnare senza giudicare, a trasmettere valori senza moralismi.


Lo spirito del Mbongui

Se Berthin dovesse riassumere l’essenza del Mbongui in una sola frase, sceglierebbe:

“Vivere insieme.”

Perché l’unità fa la forza e permette di condividere idee, energie e risorse. Come dice un proverbio congolese: “Un dito da solo non può lavare il viso, è l’insieme che fa la differenza.”


Il Mbongui, simbolo di condivisione e tradizione senegalese, ispira Senteranga Services a creare ponti tra culture diverse
Il Mbongui, simbolo di condivisione e tradizione senegalese, ispira Senteranga Services a creare ponti tra culture diverse

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