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Namibia: il Paese dove il silenzio diventa paesaggio

Ci sono luoghi che colpiscono per ciò che contengono. La Namibia sorprende anche per ciò che sembra non avere: strade che attraversano orizzonti quasi vuoti, dune immense, pianure aride e una costa avvolta dalla nebbia.

Ma definirla semplicemente “terra di deserti” sarebbe riduttivo. Qui il Namib incontra l’Atlantico, Etosha concentra una straordinaria vita animale, antiche incisioni rupestri raccontano millenni di presenza umana e città come Windhoek, Swakopmund e Lüderitz mostrano quanto complessa sia stata la storia del Paese.

La Namibia è anche una società contemporanea formata da comunità, lingue e tradizioni differenti. Viaggiare attraverso il Paese significa quindi passare continuamente dalla geologia alla storia, dalla fauna alla cultura, dal silenzio del deserto alla vita delle città.


Deserto del Namib, Namibia — Foto: Alan J. Hendry / Unsplash
Deserto del Namib, Namibia — Foto: Alan J. Hendry / Unsplash

Fonte demografica: Namibia Statistics Agency, 2023 Population and Housing Census. Il censimento registra 3.022.401 abitanti e una densità media di 3,7 persone per km².


  • Capitale: Windhoek

  • Continente: Africa

  • Oceano: Atlantico

  • Popolazione: 3.022.401 abitanti secondo il Censimento 2023 della Namibia Statistics Agency

  • Densità: circa 3,7 abitanti per km² secondo il Censimento 2023

  • Lingua ufficiale: inglese; nel Paese sono parlate numerose altre lingue

  • Moneta: Dollaro namibiano (NAD/N$); il rand sudafricano circola ampiamente

  • Fuso orario: UTC+2

  • Guida: a sinistra

  • Oceano: Atlantico

  • Indipendenza: 21 marzo 1990

  • Clima: prevalentemente arido o semi-arido, con forti escursioni

  • Patrimoni Mondiali UNESCO: Twyfelfontein or /Ui-//aes e Namib Sand Sea


Dove si trova Namibia?


La Namibia si trova nell’Africa australe. Confina con Angola e Zambia a nord, Botswana a est, Sudafrica a sud e sud-est e si affaccia sull’Oceano Atlantico a ovest.

È un territorio enorme rispetto alla sua popolazione. Questa bassa densità contribuisce alla sensazione di spazio che accompagna molti viaggi nel Paese: centinaia di chilometri possono separare una località dall’altra.

Tre grandi ambienti aiutano a comprenderne la geografia: il deserto del Namib lungo la costa, gli altopiani centrali e le regioni più secche orientali che si avvicinano al Kalahari. Nel nord, invece, il paesaggio cambia e in alcune aree diventa più verde e popolato.


Una storia complessa


La storia della Namibia precede di millenni la colonizzazione europea. Le testimonianze rupestri di Twyfelfontein documentano pratiche e paesaggi culturali legati a comunità di cacciatori-raccoglitori dell’Africa australe per almeno due millenni.

Alla fine del XIX secolo gran parte del territorio divenne colonia tedesca con il nome di Africa Tedesca del Sud-Ovest. Il periodo coloniale fu segnato anche dalla guerra contro Ovaherero e Nama e dalle atrocità commesse dalle forze coloniali tedesche all’inizio del Novecento, oggi centrali nella memoria storica del Paese.

Durante la Prima guerra mondiale il territorio fu occupato dal Sudafrica, che successivamente lo amministrò e vi estese politiche di segregazione e apartheid. Dopo una lunga lotta per l’autodeterminazione, la Namibia ottenne l’indipendenza il 21 marzo 1990.

Per comprendere davvero la Namibia contemporanea è importante non separare i suoi paesaggi dalla storia delle persone che li abitano.


Popoli, lingue e identità


La Namibia non possiede una sola cultura. Ovambo, Kavango, Damara, Nama, Ovaherero, Himba, San, Baster e altre comunità hanno storie, lingue e tradizioni differenti. L’inglese è la lingua ufficiale, ma nella vita quotidiana si ascoltano anche Oshiwambo, Khoekhoegowab, Afrikaans, Otjiherero, Rukwangali e altre lingue.

Nel turismo è importante evitare di trasformare le comunità in semplici “attrazioni”. Un incontro culturale ha valore quando avviene con rispetto, consenso, guide locali e un beneficio concreto per le comunità coinvolte.


Un Paese, tante culture


In pochi chilometri si possono incontrare templi hindu, moschee, chiese cristiane, pagode cinesi, mercati creoli e quartieri segnati dall’eredità coloniale. Le influenze africane, indiane, europee e cinesi si mescolano nella cucina, nella musica, nelle celebrazioni e nelle lingue.


I Patrimoni UNESCO


FONTI / VERIFICA EDITORIALE: Fonti principali: UNESCO World Heritage Centre. UNESCO – Namib Sand Sea | UNESCO – Twyfelfontein or /Ui-//aes


Namib Sand Sea

Iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2013, il Namib Sand Sea è un luogo eccezionale a scala globale. UNESCO lo identifica come l’unico deserto costiero al mondo con estesi campi di dune influenzati dalla nebbia.

La sabbia è il risultato di un lunghissimo sistema di trasporto: materiali provenienti dall’interno del continente vengono spostati dai fiumi, dalle correnti oceaniche e infine dal vento. La nebbia costiera rappresenta inoltre una fonte essenziale d’acqua per organismi che hanno sviluppato adattamenti straordinari alla vita iperarida.


Twyfelfontein or /Ui-//aes

Twyfelfontein è stato iscritto dall’UNESCO nel 2007. Le incisioni e pitture rupestri costituiscono una testimonianza estesa e di alta qualità delle pratiche rituali delle comunità di cacciatori-raccoglitori dell’Africa australe per almeno due millenni.

Animali, impronte e figure incise nella roccia trasformano il sito in un archivio a cielo aperto del rapporto tra esseri umani, ambiente, acqua e spiritualità.


Quando andare in Namibia


FONTI / VERIFICA EDITORIALE: Fonte principale: Namibia Tourism Board – Visit Namibia. Visit Namibia – Climate


La Namibia può essere visitata durante tutto l’anno, ma l’esperienza cambia molto con le stagioni. Il portale turistico ufficiale segnala circa 300 giorni di sole all’anno e forti variazioni di temperatura tra regioni, giorno e notte.


Maggio – settembre

È il periodo più fresco e generalmente più secco. Le giornate sono spesso piacevoli, mentre le notti possono diventare molto fredde e nelle zone interne possono scendere sotto lo zero. È un periodo molto apprezzato per i safari perché, con la stagione secca, gli animali tendono a concentrarsi maggiormente attorno alle fonti d’acqua.


Ottobre – aprile

È il periodo più caldo e coincide in gran parte con la stagione delle piogge. Nell’interno le temperature possono superare i 35 °C e nel sud anche i 40 °C. Le piogge sono spesso brevi e localizzate e possono trasformare temporaneamente alcuni paesaggi.


La costa

Swakopmund e Walvis Bay hanno un clima particolare: la fredda Corrente del Benguela mantiene temperature più basse e favorisce la frequente nebbia costiera.

Consiglio: porta sempre strati diversi. In Namibia puoi passare dal caldo del deserto a una mattina fredda e nebbiosa sulla costa nello stesso viaggio.


25 cose da vedere in Namibia


1. Sossusvlei

Uno dei paesaggi simbolo della Namibia: grandi dune rosse circondano una depressione salina e argillosa nel Namib-Naukluft. La luce dell’alba e del tardo pomeriggio ne cambia continuamente colori e ombre.


2. Deadvlei

Una piana chiara circondata da dune, punteggiata da antichi alberi di acacia scuriti dal tempo. È uno dei paesaggi più riconoscibili del Paese.


3. Dune 45

Una delle dune più accessibili lungo la strada verso Sossusvlei. È famosa soprattutto nelle prime ore del mattino, quando la luce ne disegna la cresta.


4. Big Daddy

Tra le dune più imponenti dell’area di Sossusvlei. La salita richiede tempo e fatica, ma offre una prospettiva straordinaria sul paesaggio circostante.


5. Sesriem Canyon

Un canyon scavato dall’azione del fiume Tsauchab. Permette di osservare da vicino la geologia del territorio prima o dopo la visita alle dune.


6. Etosha National Park

Il grande riferimento per i safari in Namibia. Il paesaggio è dominato dall’enorme Etosha Pan e da pozze d’acqua attorno alle quali è possibile osservare numerose specie.


7. Etosha Pan

Una vasta depressione salina che per gran parte dell’anno appare bianca e quasi irreale. Dopo piogge sufficienti alcune aree possono riempirsi temporaneamente d’acqua.


8. Skeleton Coast

Una costa remota dove oceano, nebbia e deserto si incontrano. Relitti, colonie di otarie e paesaggi apparentemente infiniti hanno alimentato la fama di questa regione.


9. Swakopmund

Città costiera con architetture che ricordano il periodo coloniale tedesco. È una base molto utilizzata per attività nel deserto e lungo la costa.


10. Walvis Bay

Importante città portuale e punto di partenza per esplorare la laguna, le zone umide costiere e le dune vicine.


11. Sandwich Harbour

Uno dei punti in cui le grandi dune sembrano precipitare direttamente verso l’Atlantico. L’accesso richiede attenzione alle maree e spesso viene effettuato con operatori specializzati.


12. Cape Cross

Conosciuto per una delle più importanti colonie di otarie orsine del Capo lungo la costa namibiana.


13. Twyfelfontein /Ui-//aes

Patrimonio UNESCO e uno dei luoghi fondamentali per conoscere l’arte rupestre e la storia culturale della Namibia.


14. Organ Pipes

Formazioni basaltiche verticali che ricordano le canne di un organo, visitabili nella regione di Damaraland.


15. Burnt Mountain

Una formazione geologica scura vicino a Twyfelfontein, particolarmente suggestiva con la luce bassa.


16. Brandberg

Il massiccio montuoso più alto della Namibia. L’area è conosciuta anche per importanti testimonianze di arte rupestre.


17. Spitzkoppe

Imponenti formazioni granitiche che emergono dalla pianura. È uno dei luoghi più fotogenici del Paese e molto apprezzato per campeggio e osservazione del cielo.


18. Damaraland

Una vasta regione di montagne, letti di fiumi effimeri e paesaggi aridi, nota anche per la fauna adattata al deserto.


19. Kaokoland e area di Kunene

Una delle regioni più remote del Paese, caratterizzata da grandi spazi, piste impegnative e comunità Himba. Richiede pianificazione e rispetto per territori e comunità locali.


20. Epupa Falls

Cascate sul fiume Kunene, al confine con l’Angola. Palme makalani, rocce e canali d’acqua creano un paesaggio inatteso rispetto all’immagine desertica della Namibia.


21. Fish River Canyon

Uno dei grandi canyon dell’Africa australe, nel sud del Paese. I punti panoramici permettono di comprenderne l’enorme scala.


22. Lüderitz

Cittadina costiera circondata da un paesaggio arido, caratterizzata da edifici storici e dalla vicinanza a Kolmanskop.


23. Kolmanskop

Ex insediamento minerario legato alla corsa ai diamanti. Oggi la sabbia entra negli edifici abbandonati creando uno dei luoghi più fotografati della Namibia.


24. Quiver Tree Forest

Area famosa per gli alberi faretra, Aloe dichotoma, le cui forme diventano particolarmente suggestive al tramonto e sotto il cielo stellato.


25. Waterberg Plateau

Un altopiano di arenaria che emerge nettamente dalla pianura circostante, importante anche dal punto di vista naturalistico e storico.


I paesaggi più spettacolari


Il deserto del Namib

Dune, pianure ghiaiose, nebbia e montagne isolate: non esiste un solo paesaggio del Namib.


Sossusvlei e Deadvlei

Il contrasto tra sabbia rossa, suolo chiaro, cielo e alberi scuri crea un ambiente quasi astratto.


Skeleton Coast

Qui il deserto incontra l’Atlantico in un paesaggio duro, nebbioso e remoto.


Damaraland

Montagne, rocce, letti fluviali effimeri e grandi spazi rendono questa regione una delle più scenografiche.


Fish River Canyon

Una Namibia diversa dalle dune: pareti rocciose, profondità e vastità.


Spitzkoppe

Granito e cielo aperto: uno dei luoghi migliori per percepire la scala del territorio namibiano.


Safari e animali

La Namibia offre un safari diverso da quello associato alle grandi savane dell’Africa orientale. Qui molti animali vivono in ambienti aridi e semi-aridi e l’acqua determina fortemente i loro movimenti.


Etosha

È il cuore dell’esperienza safari per molti visitatori. Elefanti, giraffe, zebre, orici, springbok, leoni, rinoceronti e numerose altre specie possono essere osservate nelle diverse aree del parco, spesso attorno alle pozze d’acqua.


Fauna adattata al deserto

Nel nord-ovest del Paese vivono popolazioni di elefanti che si muovono in ambienti estremamente aridi. Anche orici, piccoli rettili, insetti e altre specie mostrano adattamenti sorprendenti alla scarsità d’acqua.


Costa

La costa offre un ecosistema completamente diverso: otarie orsine del Capo, uccelli marini e zone umide come quelle di Walvis Bay mostrano quanto l’incontro tra Benguela, oceano e deserto sia biologicamente importante.


Regola fondamentale: gli animali non vanno avvicinati, nutriti o inseguiti per ottenere una fotografia.


Cosa mangiare in Namibia

La cucina namibiana riflette la diversità delle comunità del Paese, la disponibilità degli ingredienti e diverse influenze storiche. La carne alla griglia occupa un ruolo importante, ma la gastronomia non si esaurisce nel braai.


Kapana

Strisce o piccoli pezzi di carne grigliati sul fuoco, particolarmente associati ai mercati e allo street food. Il portale turistico ufficiale lo indica tra i sapori più rappresentativi del Paese.


Braai

La grigliata è una pratica sociale molto diffusa e accompagna incontri familiari ed eventi.


Pap e mahangu

Preparazioni a base di cereali costituiscono accompagnamenti importanti in diverse tradizioni culinarie. Il mahangu, miglio perlato, è particolarmente significativo nel nord.


Potjiekos

Stufato cotto lentamente in una pentola di ghisa, legato alle influenze dell’Africa australe.


Biltong e carne essiccata

La conservazione della carne attraverso essiccazione e speziatura è diffusa nella regione.


Omajova

Grandi funghi commestibili stagionali, apprezzati soprattutto nelle regioni settentrionali quando le condizioni climatiche ne favoriscono la crescita.


Omagungu

Bruchi di mopane preparati in modi diversi in alcune tradizioni locali.


Omaere

Latte fermentato tradizionale.


Ostriche di Walvis Bay

La costa fredda favorita dalla Corrente del Benguela sostiene anche attività di acquacoltura; le ostriche sono molto presenti nella gastronomia costiera.


Influenze tedesche

A Swakopmund e Lüderitz è facile incontrare panetteria, dolci e piatti che ricordano l’eredità coloniale tedesca.


Consiglio Senteranga: Prova la cucina locale con curiosità, ma senza trasformare preparazioni o abitudini culturali in “cibi strani”. Il cibo è uno dei modi più immediati per comprendere storia, ambiente e vita quotidiana.


Namibia in 7 giorni

Sette giorni sono pochi per un Paese così grande. Questo itinerario è quindi pensato come una prima introduzione e richiede trasferimenti importanti.


Giorno 1 – Windhoek

Arrivo, adattamento e visita della capitale. È il momento giusto per organizzare gli ultimi dettagli del viaggio e comprendere il contesto urbano del Paese.


Giorno 2 – Windhoek → area di Sossusvlei

Trasferimento verso il Namib. Il viaggio stesso è parte dell’esperienza: il paesaggio diventa progressivamente più arido e aperto.


Giorno 3 – Sossusvlei, Deadvlei e Sesriem

Partenza molto presto. Visita delle dune, Deadvlei e, se i tempi lo consentono, Sesriem Canyon.


Giorno 4 – Sossusvlei → Swakopmund

Attraversamento di paesaggi desertici verso la costa. Arrivo a Swakopmund, dove temperatura e atmosfera cambiano completamente.


Giorno 5 – Walvis Bay e costa

Laguna di Walvis Bay e, con operatore adeguato, escursione verso Sandwich Harbour. Rientro a Swakopmund.


Giorno 6 – Swakopmund → Etosha

Lunga giornata di trasferimento verso il nord. In un viaggio di soli sette giorni è la tappa più impegnativa.


Giorno 7 – Etosha

Safari nel parco. Se possibile, consiglio di aggiungere almeno una notte: Etosha merita più di poche ore.

Per un viaggio più equilibrato, Senteranga consiglia 10-14 giorni. In Namibia le distanze non sono un dettaglio: fanno parte del viaggio.


Il Namib: un deserto che vive di nebbia

Il Namib non è semplicemente una distesa di sabbia. Lungo la costa atlantica, la fredda Corrente del Benguela contribuisce alla formazione di nebbie frequenti. In alcune aree iperaride questa umidità diventa una risorsa fondamentale per la vita.

Insetti, rettili, piante e mammiferi hanno sviluppato strategie per sopravvivere in condizioni estreme. È proprio questa interazione tra sabbia, vento, oceano, nebbia e vita ad aver contribuito al riconoscimento UNESCO del Namib Sand Sea.

Le dune non sono immobili. Il vento continua a modellarle e il sistema di sabbia che le alimenta è il risultato di processi che collegano l’interno del continente all’oceano e nuovamente alla terra.


Sossusvlei e Deadvlei: perché sono così particolari?

Sossusvlei si trova in una regione dove il fiume Tsauchab termina il suo corso nel deserto invece di raggiungere l’Atlantico. Le grandi dune bloccano il sistema di drenaggio e hanno contribuito alla formazione di depressioni salino-argillose.

Deadvlei è una di queste depressioni. Gli alberi scuri che la rendono famosa sono resti di una vegetazione che prosperò quando l’acqua raggiungeva maggiormente l’area. Con il cambiamento delle dune e delle condizioni idrologiche, gli alberi morirono e l’estrema aridità ne rallentò fortemente la decomposizione.

È un luogo fragile: la fotografia più bella non vale il danneggiamento del paesaggio. Seguire percorsi e indicazioni locali è parte dell’esperienza.


Twyfelfontein: storie incise nella roccia

Twyfelfontein non è soltanto una raccolta di immagini antiche. UNESCO sottolinea il legame tra le incisioni, le pratiche rituali delle comunità di cacciatori-raccoglitori e l’importanza delle fonti d’acqua in un ambiente arido.

Le rappresentazioni di animali e impronte permettono di osservare un modo di leggere il territorio molto diverso da quello contemporaneo. Il sito ricorda che quelli che oggi chiamiamo “paesaggi selvaggi” sono anche paesaggi culturali attraversati e interpretati dagli esseri umani da millenni.


Informazioni pratiche

  • Passaporto e visto: i requisiti possono cambiare. Per i cittadini italiani va sempre consultata la scheda Namibia di Viaggiare Sicuri prima della partenza.

  • Guida: si guida a sinistra.

  • Strade: molte tratte turistiche sono su sterrato. Tempi di percorrenza e condizioni vanno valutati con prudenza.

  • Auto: per alcuni itinerari un veicolo con maggiore altezza da terra è utile; per aree remote o percorsi specifici può essere necessario un 4x4.

  • Carburante: nelle zone remote le distanze tra distributori possono essere importanti. Pianificare sempre con margine.

  • Acqua: portare una riserva adeguata, soprattutto nei lunghi trasferimenti.

  • Moneta: dollaro namibiano; il rand sudafricano è comunemente accettato alla pari in Namibia.

  • Telefonia: la copertura può diminuire molto nelle aree remote.

  • Elettricità: verificare il tipo di presa della struttura e portare un adattatore adatto.

  • Temperature: anche con giornate calde, le notti nel deserto possono essere fredde.

  • Fauna: non scendere dal veicolo dove non è consentito e mantenere sempre le distanze.

Nota: requisiti d’ingresso, salute, sicurezza, condizioni stradali e normative possono cambiare. Verifica sempre le fonti istituzionali poco prima del viaggio.


Quanto costa un viaggio in Namibia?

Il costo dipende soprattutto da voli, stagione, tipo di veicolo, carburante, lodge, campeggi e attività. La Namibia si presta molto al self-drive, ma le grandi distanze rendono trasporti e carburante una voce importante.

Viaggio essenziale

Campeggi o strutture semplici, self-drive condiviso e preparazione autonoma di parte dei pasti.

Viaggio comfort

Guesthouse e lodge di fascia media, auto a noleggio, safari ed escursioni selezionate.


Viaggio premium

Lodge di alta gamma, voli interni o trasferimenti privati, guide e attività esclusive.

Non inseriamo una cifra fissa perché prezzi di voli, noleggio e alloggi cambiano rapidamente. Per il sito è più corretto spiegare quali voci incidono sul budget e aggiornare eventuali esempi periodicamente.


10 curiosità sulla Namibia

  1. Il Censimento 2023 registra poco più di 3 milioni di abitanti in un territorio di oltre 800.000 km².

  2. Il Namib Sand Sea è l’unico deserto costiero al mondo con estesi campi di dune influenzati dalla nebbia, secondo UNESCO.

  3. La Namibia possiede due siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

  4. Twyfelfontein conserva testimonianze di arte rupestre legate a comunità di cacciatori-raccoglitori per almeno due millenni.

  5. La costa è fortemente influenzata dalla fredda Corrente del Benguela.

  6. Etosha prende il nome dall’enorme depressione salina che domina il paesaggio del parco.

  7. La Namibia è diventata indipendente il 21 marzo 1990.

  8. In alcune regioni nord-occidentali vivono elefanti capaci di muoversi in ambienti estremamente aridi.

  9. Kolmanskop fu legata alla corsa ai diamanti e oggi la sabbia invade molti dei suoi edifici abbandonati.

  10. Il cielo notturno è uno dei grandi protagonisti del viaggio grazie alla bassa densità abitativa e alle vaste aree lontane dall’inquinamento luminoso.


Il consiglio di Senteranga

Non provare a “conquistare” la Namibia riempiendo ogni giornata.

Qui le distanze, il silenzio e il tempo trascorso sulla strada fanno parte del viaggio. Fermati davanti a un paesaggio senza cercare subito il punto successivo sulla mappa. Ascolta una guida locale a Twyfelfontein, osserva una pozza d’acqua a Etosha senza fretta, guarda come cambia il colore delle dune quando il sole si abbassa.

La Namibia non ha bisogno di essere riempita. È proprio il suo spazio a raccontarla.


Namibia oltre le dune

La Namibia può essere la silhouette di un orice davanti a una duna, una strada che scompare all’orizzonte o il bianco quasi infinito di Etosha. Ma è anche memoria coloniale, arte rupestre, lingue diverse, mercati, città costiere, comunità e modi differenti di vivere uno dei territori meno densamente popolati del pianeta.

Il viaggio diventa davvero interessante quando le fotografie spettacolari smettono di essere il punto d’arrivo e diventano l’inizio delle domande.


Namibia in immagini


Fonti essenziali per verifica editoriale

Le fonti sotto riportate sono state privilegiate perché ufficiali o istituzionali. I contenuti descrittivi e gli itinerari sono elaborazione editoriale SAP54 sulla base delle informazioni verificate. Le informazioni soggette a variazione devono essere ricontrollate prima della pubblicazione e del viaggio.

·       Namibia Statistics Agency – 2023 Population and Housing Census – Popolazione, densità e dati demografici ufficiali. https://nsa.org.na/2023-housing-and-population-census/

·       UNESCO – Namibia – Elenco ufficiale dei Patrimoni Mondiali. https://whc.unesco.org/en/statesparties/na/

·       UNESCO – Namib Sand Sea – Valore naturale, dune, nebbia, ecosistemi e iscrizione UNESCO. https://whc.unesco.org/en/list/1430

·       UNESCO – Twyfelfontein or /Ui-//aes – Arte rupestre, comunità di cacciatori-raccoglitori e valore culturale. https://whc.unesco.org/en/decisions/1320/

·       Visit Namibia – Climate – Clima, stagioni e temperature. https://visitnamibia.com.na/climate/

·       Visit Namibia – Top 10 Things to Do – Esperienze, cultura e gastronomia. https://visitnamibia.com.na/top-10-things-to-do/

·       Visit Namibia – Uniquely Namibian Food – Kapana e gastronomia locale. https://visitnamibia.com.na/2015/03/uniquely-namibian-food/

·       Visit Namibia – Travel Planning Guides – Pianificazione, self-drive e informazioni di viaggio. https://visitnamibia.com.na/travel-planning-guides/

·       Viaggiare Sicuri – Namibia – Documenti, visti, sicurezza e salute da verificare prima della partenza. https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/NAM


Crediti fotografici

  • Deadvlei, Sossusvlei, Namibia — Foto: AnandievanZyl / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

  • Deadvlei, Sossusvlei, Namibia — Foto: Diego Delso / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

  • Etosha National Park, Namibia — Foto: Olga Ernst / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

  • Skeleton Coast, Namibia — Foto: Domenico Convertini / Wikimedia Commons — CC BY-SA 2.0

  • Twyfelfontein, Namibia – incisioni rupestri — Foto: Schnobby / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0

  • Twyfelfontein, Namibia – incisioni rupestri — Foto: Jean & Nathalie / Wikimedia Commons — CC BY 2.0

  • Damaraland, Namibia — Foto: Lidine Mia / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

  • Spitzkoppe, Namibia — Foto: Thomas Schoch / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0

  • Spitzkoppe, Namibia — Foto: SqueakyMarmot (Mike W.) / Wikimedia Commons — CC BY 2.0

  • Spitzkoppe all'alba, Namibia — Foto: Ikiwaner / Wikimedia Commons — GNU Free Documentation License 1.2

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